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Le mura di Malta

Valorizzazione e pulitura di un patrimonio storico













 
In virtù della particolare posizione occupata nel cuore del Mediterraneo, l'isola di Malta è sempre stata al centro delle fitte trame della storia. Prima greca, poi romana, bizantina in seguito e poi araba, venne riconsegnata alla cristianità ad opera dei cavalieri Ospitalieri che ne conservarono il dominio in nome del Regno di Sicilia fino alla conquista francese prima e inglese poi, per arrivare alla definitiva indipendenza solo negli anni Settanta del Novecento. (figura 1, in apertura)
Il passaggio dei popoli e il susseguirsi delle dominazioni hanno da sempre reso necessario nell'isola l'innalzamento di vaste strutture difensive. A partire dal Medioevo inizia un'opera di fortificazione per difendere il territorio dalle incursioni arabe che si intensificherà ulteriormente nel corso del XVI sec., quando la stretta dell'impero Ottomano costringe i Cavalieri Ospitalieri a una strenue difesa dei loro possedimenti. Gli ultimi interventi sulle mura di Malta furono eseguiti dall'esercito inglese che adattò le antiche fortificazioni alle esigenze strategiche della Seconda guerra mondiale. Da allora, per molti anni, non si sono registrati considerevoli interventi sulle strutture. (figure 2 e 3)

Un nuovo interesse verso la cura delle mura storiche è stato incentivato negli scorsi anni da una campagna di finanziamenti provenienti dall'Unione Europea. Mancando nel Paese una vera e propria cultura della conservazione, gli operatori maltesi hanno da subito guardato all'Italia come partner privilegiato per l'avviamento sull'isola di interventi di recupero e restauro. Il progetto elaborato per la ristrutturazione delle mura prevedeva così la collaborazione con imprese italiane incaricate di assicurare il trapasso di nozioni e know-how verso i tecnici maltesi.
L'azienda Polidano Group, specializzata nella costruzione di infrastrutture, si è così aggiudicata l'appalto per il recupero delle mura con la collaborazione di esperti restauratori italiani.

Una prima fondamentale fase dell'opera di conservazione ha riguardato la diagnostica pre-intervento. Lo studio del sito è stato effettuato con l'utilizzo dell'IBIX Mobile Lab un completo laboratorio portatile che consente di eseguire, direttamente in situ, indagini diagnostiche sui materiali dell’edilizia storica e caratterizzare con precisione i materiali lapidei naturali e artificiali e i relativi fenomeni di degrado. (figura 4)
Lo strumento offre agli operatori la possibilità di svolgere molteplici rilevazioni direttamente in cantiere, in breve tempo e in maniera economica, senza dover affrontare spese aggiuntive per prove di laboratorio e lunghi tempi di attesa per l'esito degli esami. Queste caratteristiche si sono tradotte in un vantaggio strategico nei lavori di Malta rendendo possibile l'elaborazione di un progetto di restauro basato su un approccio scientifico all'intervento di tutela. Essere in grado di effettuare numerose misurazioni senza aumento di spesa e dispendio di tempo ha reso possibile un precisa caratterizzazione delle superfici lapidee dando modo di differenziare i vari stati di conservazione e gli specifici fenomeni di degrado nelle diverse aree. L'esposizione agli agenti atmosferici, al vento e alle correnti ricche di sale provenienti dal mare generavano, ad esempio, la caratteristica concentrazione di cloruri presenti invece in maniera minore nelle aree interne. Le particolari caratteristiche della pietra di Malta che ne fanno un materiale di estrema delicatezza, hanno reso la fase diagnostica fondamentale per una corretta impostazione dell'intervento di recupero.(figure 5-8)

L'esito degli prove analitiche ha evidenziato che, escluso un intervento manuale che avrebbe richiesto lunghi tempi di lavorazione e un eccessivo costo della mano d'opera, il miglior metodo di intervento era rappresentato dall'utilizzo delle aeropulitrici IBIX con tecnologia HELIX. (figura 9)
I macchinari IBIX hanno caratteristiche tecniche peculiari che le rendono la tecnologia ideale per gli interventi di pulitura sui materiali lapidei: pressione di esercizio a partire da 0,1 bar, dimensioni dell’ugello da 0,8 mm, granulometria dell’inerte a partire 38 micron, tipologia di flusso diretto o tangenziale ecc. Si è scelto in particolare di intervenire con la tecnologia HELIX® a vortice elicoidale per asportare i residui di sporco, delle croste nere particolarmente tenaci e le efflorescenze saline. Si tratta di un esclusivo brevetto IBIX sviluppato e prodotto in Italia. La speciale tecnologia fa in modo che il getto di aria e materiale sia tangente al punto di impatto e non perpendicolare, ciò garantisce un particolare rispetto della superficie trattata aumentando al contempo l’area di azione e l’efficacia della macchina, ma riducendo il consumo di materiale. Il Sistema HELIX® permette, a parità di dimensioni dell'ugello, di ampliare l'area di contatto tangenziale mantenendo uniforme e calibrata l'azione dell'aggregato per unità di superficie; questo consente di aumentare la distanza dell'operatore dall'area trattata, minimizzando l'invasività, senza perdere la regolarità e l'omogeneità della pulitura e ovviando alla necessità di ricorrere ad interventi di continua correzione che possono tradursi nella definitiva perdita di stratificazioni da conservare. (figure 10-12)

Fra le varie opportunità di caratterizzazione dell'intervento offerte dall'utilizzo dei macchinari IBIX, la scelta dell'inerte da utilizzare è uno fattori fondamentali nell'organizzazione dell'opera di pulitura. Nel caso delle Mura di Malta si è operato con carbonato di calcio, il componente fondamentale del marmo e delle pietre calcare, caratteristiche che rendono il materiale particolarmente compatibile con la delicata pietra maltese. La pulitura, in rispondenza, delle prove tecniche effettuate, è risultata uniforme, cromaticamente in accordo con il materiale originario. La patina storica, dove conservata, sopratutto nelle aree meno esposte agli agenti atmosferici, è stata perfettamente conservata ad anzi esaltata dall'eliminazione dei depositi indesiderati sia di natura chimica che biologica. (figure 13 e 14).
In questo modo è stato possibile realizzare al meglio l'intervento di conservazione delle mura maltesi. Un'opera di valorizzazione che ha contribuito alla riscoperta di un tesoro inestimabile ricco di fascino e storia e dalle inimitabili caratteristiche architettoniche. Valore aggiunto dell'intervento è stata la collaborazione con gli enti maltesi e il passaggio di know-how garantito dai restauratori italiani. Un metodo di lavoro che potrà favorire la nascita di una rinnovata attenzione al patrimonio storico dell'isola e a una nuova competenza nelle tematiche del recupero e della conservazione.

ibix.it

02.Scorcio sulle mura di Malta
03. Vista delle mura
04. Ibix Mobile Lab per la diagnostica preintervento
05. Un momento della diagnostica
06. Fenomeni di alveolizzazione
07. Degrado per Infiltrazione biologica
08. Presenza di croste nere
09. Sistema Helix 25
10. Fase di pulitura
11. Fase di pulitura
12. Fase di pulitura
13. Prima e dopo la pulitura
14. La mura dopo l'intervento